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ATTACCO A ROSSOVIVO

 

 

In riferimento all'articolo "I brigatisti si organizzano sulla Rete", pubblicato da "Il Giornale" il 22 marzo 2002

Quando ho deciso di realizzare questo sito sapevo che avrei incontrato forti critiche, com’è giusto che sia, ma sapevo anche che avrei incontrato "nemici" nella rete, lo sta a dimostrare il fatto che ogni 100 mail che ricevo, 35/40 contengono un virus, ed è poco male: grazie al mio lavoro la cosa si risolve, nel cancellarle, solo in un vago fastidio.
Al contrario diventa molto pesante quando una testata nazionale, non a caso, nemico storico della sinistra, si permette di lanciare gravissime accuse senza una minima motivazione.
L'"esimio" giornalista che ha realizzato l'articolo in questione (Tg8 di Napoli, direttore del "Roma", e, guarda caso, uomo della destra peggiore, come ricordato dai compagni di Prolet) con questo articolo ha affrontato l'argomento "terrorismo in rete" con rara superficialità dimostrando senza ombra di dubbio la sua profonda ignoranza in materia.
Sicuramente il "poverino" (scrive anche sul Corriere della Sera), volendo affrontare l'argomento, ma non sapendo dove reperire materiale, come ogni buon navigante, si è rivolto ad un motore di ricerca, ed ha indicato come appartenenti al "web brigatista" i primi siti che ha trovato, basandosi quasi esclusivamente sulla legittima presenza di simbologie proprie di un'ideologia comunista.
E' tragicomico anche il fatto che, con disarmante superficialità, l'"accorto" giornalista abbia indicato erroneamente un paio degli indirizzi web "segnalati", tra cui quello di rossovivo, forse ritenendo che un ".it" non sia poi molto diverso da un ".org" o un ".com"; chissà come reagirebbe l'ignaro registratario del dominio "www.rossovivo.it" (un'azienda di maglieria) se sapesse di essere stato indicato come brigatista da una testata giornalistica nazionale.

Questo rappresenta un forte e chiaro campanello d’allarme, in riferimento al clima di regime che si sta creando in Italia: evidentemente, il "signor" Gennaro Sangiuliano, unitamente a chi ha permesso la pubblicazione di questo articolo (non ultimo il direttore Mario Cervi), credono che l'essere comunista coincida con l'essere un brigatista.
Esprimo tutta la mia solidarietà ai compagni, degli altri siti, accusati ingiustamente, e la mia profonda indignazione verso chi intende rendere "normali" accuse di questa gravità, verso chi esprime legittimamente la propria opinione esponendosi direttamente senza alcuna ombra.

Ho ritenuto necessario informare i visitatori e gli utenti di rossovivo, perché, in quanto tali, indirettamente coinvolti, sperando che soprusi di questo tipo vengano denunciati a gran voce.

Per quanto mi riguarda, non è escluso che procederò per vie legali.

Saluti Comunisti

                                                                                                                                         RedSky

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